venerdì 29 gennaio 2010
questo articolo è molto interessante ed ecco il mio commento.
l'articolo inizia con il racconto di un episodio di follia ,ormai non infrequente tra persone di cultura diversa,e considerarli fatti isolati sarebbe uno sbaglio grave,ma dobbiamo considerare che lo straniero,il diverso è sempre guardato con sospetto.io che vivo in emilia ricordo come i meridionali fossere guardati con una certa diffidenza agli inizi ,e dire che di cose in comune ve n'erano parecchie ,tra le quali la religioni comune. Inutile negarlo ,la religione è un elemento che divide e non unisce,almeno in questo periodo storico.Che fare allora,se non vogliamo che la nostra civiltà scompaia tra odi e reciproche incomprensioni,anche in considerazione di armi di distruzione di massa,e con gruppi terroristici e stati che non avrebbero remore nell'usarle?
la risposta la troviamo nella parte finale dell'articolo che richiama
alla libertà,libertà di parola e di opinione.Questo è l'antidoto alla violenza e all'odio ,come diceva il grande filosofo Baruk Spinosa
e che il filosofo Bertrand Russell chiamava libertà di pensiero.
Ma esse sembrano regredire ,e il rischio di un ritorno ai tempi bui
appare più probabile.
venerdì 8 gennaio 2010
Neda e Jan Palach
se vi interessa il commento sull'articolo che riguarda l'iran lo trovate sia su questo blog sia sul mio
http://milleeunadonna.blogspot.com/
ecco il mio commento all'articolo del 7-1-2010
Non posso dire se il regime clerico fascista stalinista cadrà sotto il peso delle manifestazioni che da mesi si svolgono a Teheran,di certo esso è stato scosso e non poco dall'eroismo e dalla determinazione dei manifestanti nel chiedere libertà,democrazia e diritti. Molti forse saranno rimasti stupiti di fronte ai rischi che corrono gli iraniani nello sfidare un regime che usa metodi violentissimi nel reprimere il dissenso,ma la risposta è a portata di mani più di quanto non sembri e viene detta nell'articolo:la gente non ne può più. Non ne può più di un regime bigotto e oscurantista che fa impiccare la gente ad una gru,che dice alle donne come vestire e che manda giovani repressi e fanatici a controllarle,che opprime qualsiasi dissenso con la scusa che esso è contro la religione .La loro religione però. In questa lotta per i diritti fondamentali le donne sono in prima fila,come Neda uccisa da un vigliacco servo di questo regime.
Sono anni che le donne dicono basta ad essere considerate la metà degli uomini in quanto a diritti,e con il far vedere una ciocca di capelli hanno detto la loro sulla classe dirigente di questo grande paese. Piccoli gesti che con il tempo hanno minato la sicurezza del regimeil quale avrebbe reagito con ancor più violenza se l'opinione pubblica non fosse venuta a conoscenza della dura repressione che si stava svolgendo nelle strade. Quante Neda sono state vittima in altre parti del mondo,che noi non conosciamo,ma questa volta sappiamo,come conosciamo bene il sacrificio di Jan Palach, il cui martirio minò il regime nazifascista della Cecoslovacchia e i funerali del giovane furono seguiti da centinaia di migliaia di cittadini . Questa folla non era presente a quello di Neda,perchè il regime
di Khamenei lo ha impedito,ma noi abbiamo ugualmente partecipato non solo ai funerali di questa nostra sorella,ma a quelli di tutte le vittime della repressione in questi mesi in Iran. Questo dobbiamo fare ,impedire che il tempo cancelli gli eventi di questi mesi, i dimostranti hanno bisogno di solidarietà morale e politica,l'opinione pubblica deve fare pressione ai propri governanti perchè non girino le spalle come a volte succede,che il ricordo delle tanti e tante giovani non vada dimenticato. Forse ci vorrà del tempo,non sappiamo, ma anche il regime che ha
portato Jan Palach a compiere il suo disperato gesto è scomparso ,e di quel governo ormai si ricorda poco o nulla,solo che fu brutale e spietato nel soffocare l'urlo di libertà del popolo cecoslovacco,come succede ora in Iran.
Ma Neda Soltani e Jan Palach non saranno dimenticati ,come non potrà essere soffocata la voglia di libertà di un intero popolo.
Adelmo Castagnetti
martedì 29 dicembre 2009
iran e democrazia
http://www.libero-news.it/articles/view/603398
Gentile Dottore
vorrei commentare il suo bel articolo.
Sulla questione del presidente e ministro degli esteri
è inutile nominarli ormai,l'Europa non dico che sia morta,
perché per esserlo dovrebbe essere nata, dunque non vedo
la necessità di continuare a pretendere ,a sperare che essa
un giorno possa esistere;prendiamo realisticamente atto della
situazione e continuiamo a dire che oltre a non servire costa
molto. Mentre scrivo le autorità iraniane attaccano la Gran
Bretagna,che per quanto ne so si trova in Europa. Concordo
anche sul fatto che il regime è ormai al capolinea,ma temo che
sia ancora molto pericoloso,e l'evoluzione degli eventi non ci
autorizza a fare previsioni ,ma la possibilità di una evoluzione
“democratica” appare tra le possibilità. Questo paese non è abitato
da una marea sciita,è abitato dagli iraniani,i quali si battono
perché vengano riconosciuti i loro diritti,molti dei quali da noi
sono considerati normali. E si battono con un eroismo commovente,
spesso a mani nude,dove le donne sono in prima linea,con in testa i loro
veli che un regime medioevale ha loro imposto.
L'evoluzione di un popolo,le sue istituzioni,
non devono necessariamente sfociare in una “democrazia occidentale”
la quale può essere ancora il sistema di governo migliore ,ma non è
senza difetti. Anzi.
In questa lotta eroica ,che potrebbe portare ad una svolta non solo
nel medio oriente e ma in tutto il mondo,il silenzio di una certa
sinistra è francamente imbarazzante,irritante,capisco che gli USA
non siano coinvolti,ma per una volta potrebbero fare una eccezione,
per una volta,ma non sarà così,ormai li conosciamo. Ma nemmeno
il TG1 ha fatto una bella figura oggi,parlando della situazione iraniana
alle 13.45 e per un minuto. Che sia come ha detto lei per via dei
rapporti commerciali con questo paese?
Augurandole buon anno le porgo distinti saluti
Adelmo Castagnetti
mai nati,quindi non morti
Per fortuna che il nostro presidente e il ministro ,hanno egregiamente detto"..".nulla hanno detto,e cosa avrebbero potuto dire ,poveretti rappresentano una istituzione tanto costosa quanto inutile i cui nomi pochissimi sanno.e io orgoglioso sono tra questi,in quanto stufo di parlare di essa solo come istituzione ideale. o serve o non serve.e non vale la pena neanche usare il motore di ricerca per sapere chi è il nostro presidente
venerdì 25 dicembre 2009
Socrate Cristo Galileo e Iran
Cito alcuni dei grandi personaggi che furono osteggiati dai potenti,in quanto andarono contro il pensiero politicamente corretto della loro epoca. I perseguitati per essersi ribellati alla coercizione intellettuale contribuirono e non poco al progresso morale e scientifico,anche se alcuni di loro subirono il carcere e la morte. Naturalmente tale sorte non toccò solo ai personaggi che ho citato ,ma a tanti altri;voglio però invitarvi a considerare una cosa,e cioè il martirio di questi grandi personaggi avveniva in pubblico e questo conferiva loro una notorietà nel presente ma anche nel futuro,a prescindere dalla sorte del perseguitato ,basti pensare al caso di Baruk Spinoza,riscoperto dopo secoli dalla suo morte. Ma la persecuzione negli ultimi decenni ha affilato la sua strategia,cerca di nascondere il martirio delle sue vittime,che patiscono il più possibile in segreto. La tremenda esperienza della Germania nazista,ma anche le stragi in Cambogia o lo sterminio degli armeni sono esempi lampanti del perseguire nel silenzio,lontano dai riflettori e dagli occhi indiscreti. É una gara simile ,per certi versi,a quella del gatto e del topo,dove i contendenti studiano come far tacere senza fastidio gli oppositori ,e dove gli oppositori cercano di rendere pubblico le loro vicissitudini. In questa lotta per la vita
si è inserito con un certo successo strumenti come facebook ,Twitter ,internet che ha mitigato almeno in parte e per ora,la tremenda repressione del regime clerico fascista iraniano,il quale non si aspettava che le sue “gesta”riprese da un semplice telefonino
fossero divulgate praticamente in tempo reale,e questo ha permesso alla pubblica opinione di reagire con sdegno nei confronti di questo odioso regime. Quando intendo pubblica opinione ,escludo ahimè buona parte di quella italiana,in quanto troppo impegnata nella disputa se c'è un regime in Italia o se non c'è,discussione che io ritengo paradossale,se confrontata a tante realtà . Ritengo che le persone veramente democratiche e favorevoli al libero pensiero e alla libera espressione debbano continuare a fare pressioni sulle autorità affinché la lotta per la democrazia in Iran e in altri paesi non venga dimenticata e su di essa scenda l'oblio.
Adelmo Castagnetti
domenica 13 dicembre 2009
energia e futuro
invece di dare soldi alla fiat o di dare licenze agli imprenditori edili,perchè non dare un aiuto per favorire le energie alternative.ma forse gli amministratori sono troppo impegnati per farsi eleggere. noi a san polo d'enza (R.E.) siamo stati commissariati per le liti della maggioranza,beati i meridionali ,dove almeno sciolgono i comuni per mafia.
"http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/comuni_a_cinque/#008490"
sabato 12 dicembre 2009
Alla mia amica Gita Kashani
Ho visto con molta attenzione le tue foto pubblicate su facebook
e mi sono permesso di condividerle .
di fronte a tanto eroismo rimango sbalordito ,un senso di profonda ammirazione riempe il mio spirito,e il futuro mi sembra meno incerto e più radioso. Certo che in Italia l'attenzione alle tematiche iraniane non scalda gli animi,i quali sono più occupati alle partite di calcio. Sapere che in certe parti del mondo tanti giovani si occupano e lottano per la libertà dovrebbe scaldare gli spiriti delle persone,ma è nostro dovere tenere alta l'attenzione su quello che avviene a Teheran . É mia profonda convinzione che se ci sarà vera democrazia nel mondo islamico essa verrà dall'Iran ,e la causa della pace e della convivenza ne uscirà rafforzata. Noi abbiamo il dovere morale di tenere viva presso l'opinione pubblica la lotta degli iraniani per la libertà. Spero che la traduzione di google dall'italiano all'inglese sia chiara,quella dal persiano all'italiano non lo è.
Ciao Adelmo Castagnetti