Io sono cattolico che ha una visione molto laica ,però della vita.
Marilina pone una questione molto interessante ,e che mi vede sostanzialmente d'accordo. Oltre al dramma nel vedere un familiare soffrire ,esiste una situazione economica,che spesso si evita per non essere accusati di avarizia o di egoismo:è giusto che dopo una vita di duro lavoro ,tutto finisca in una retta di una casa di cura.
La mia famiglia ha desiderato costruirsi una casa ,e alla fine ci siamo riusciti con molti sacrifici,e non vorrei che i miei figli,dovessero venderla per curarmi ,magari dopo anni passati su un letto allo stato vegetale. Capisco anche chi non se la sente di firmare un documento simile,anche se non condivido la loro decisione,avrei voluto che fossero i miei amici,se fosse necessario,ad occuparsi della questione”testamento”.
La morte è una cosa che spaventa,è una questione delicata,molto delicata,l'argomento si presta ha speculazioni politiche,spesso evitabili,ma sono del parere che alla fine,una legge sul testamento biologico voglia fatta. Adelmo
sabato 8 gennaio 2011
giovedì 2 dicembre 2010
medicina
dopo molto tempo torno a scrivere sul mio blog,con una citazione di un medico dott Vermon Coleman.Egli ha scritto: I più grandi pensatori,quelli che alla fine hanno dato i contributi più importanti nel campo della medicina e della salute,sono stati sempre disprezzati o ignorati,o tutte due le cose,dall'establishment medico. Questo ha sempre manipolato la verità per adattarla ai propri scopi politici,religiosi o commerciali. Le verità semplici e scomode sono sempre state rifiutate e soffocate. é successo in passato,succederà in futuro e succede adesso.
venerdì 29 gennaio 2010
Uno dei fatti più incresciosi capitati in Italia ,l'uccisione di Sanaa ,ragazza marocchina colpevole di amare un ragazzo italiano.il mio commento a un articolo
pubblicato dal blog mille e una donna.
http://milleeunadonna.blogspot.com/2010/01/pordenone-figlia-uccisa-dal-padre-la.html
ecco la mia risposta:
dire che viviamo in un momento in cui la comprensione tra culture diverse è difficile mi sembra assolutamente realistico,inutile nasconderlo.se c'è un blog che parla dei diritti delle donne,della loro emancipazione mi pare proprio questo,e maggiori diritti alle donne significa maggiori diritti per tutti,questo è molto importante. la signora che si marocchina ,parla di violenza anche alle donne italiane,e ha ragione nel denunciarle,ma le motivazioni che abbiamo sentite nei casi che stiamo trattando sono diverse.si parla di una faccenda culturale,e la religione fa parte della nostra cultura ,è bene non dimenticarlo,e giustificare la violenza l'oppressione l'uccisione di una figlia,in quanto non buana praticante di una religione è una cosa molto diversa.la violenza è simile ,ma la motivazione è ancora più grave,almeno a mio parere.riconosco che si tende a semplificare,ma un sistema per evitare questo è una ferma condanna della violenza sulle donne giustificata dalla religione,e sono certo che molte incomprensioni scomparirebbero.la religione è una cosa seria,non lasciamo a individui violenti,a padri padroni ,a estremisti la possibilità di usarla a loro uso e consumo.spero signora che lei esca dall'anonimato ,così da poterci conoscere meglio e poter dare un contributo a superare questo momento di difficoltà e incomprensione.
pubblicato dal blog mille e una donna.
http://milleeunadonna.blogspot.com/2010/01/pordenone-figlia-uccisa-dal-padre-la.html
ecco la mia risposta:
dire che viviamo in un momento in cui la comprensione tra culture diverse è difficile mi sembra assolutamente realistico,inutile nasconderlo.se c'è un blog che parla dei diritti delle donne,della loro emancipazione mi pare proprio questo,e maggiori diritti alle donne significa maggiori diritti per tutti,questo è molto importante. la signora che si marocchina ,parla di violenza anche alle donne italiane,e ha ragione nel denunciarle,ma le motivazioni che abbiamo sentite nei casi che stiamo trattando sono diverse.si parla di una faccenda culturale,e la religione fa parte della nostra cultura ,è bene non dimenticarlo,e giustificare la violenza l'oppressione l'uccisione di una figlia,in quanto non buana praticante di una religione è una cosa molto diversa.la violenza è simile ,ma la motivazione è ancora più grave,almeno a mio parere.riconosco che si tende a semplificare,ma un sistema per evitare questo è una ferma condanna della violenza sulle donne giustificata dalla religione,e sono certo che molte incomprensioni scomparirebbero.la religione è una cosa seria,non lasciamo a individui violenti,a padri padroni ,a estremisti la possibilità di usarla a loro uso e consumo.spero signora che lei esca dall'anonimato ,così da poterci conoscere meglio e poter dare un contributo a superare questo momento di difficoltà e incomprensione.
http://milleeunadonna.blogspot.com/2010/01/i-martiri-della-liberta.html
questo articolo è molto interessante ed ecco il mio commento.
l'articolo inizia con il racconto di un episodio di follia ,ormai non infrequente tra persone di cultura diversa,e considerarli fatti isolati sarebbe uno sbaglio grave,ma dobbiamo considerare che lo straniero,il diverso è sempre guardato con sospetto.io che vivo in emilia ricordo come i meridionali fossere guardati con una certa diffidenza agli inizi ,e dire che di cose in comune ve n'erano parecchie ,tra le quali la religioni comune. Inutile negarlo ,la religione è un elemento che divide e non unisce,almeno in questo periodo storico.Che fare allora,se non vogliamo che la nostra civiltà scompaia tra odi e reciproche incomprensioni,anche in considerazione di armi di distruzione di massa,e con gruppi terroristici e stati che non avrebbero remore nell'usarle?
la risposta la troviamo nella parte finale dell'articolo che richiama
alla libertà,libertà di parola e di opinione.Questo è l'antidoto alla violenza e all'odio ,come diceva il grande filosofo Baruk Spinosa
e che il filosofo Bertrand Russell chiamava libertà di pensiero.
Ma esse sembrano regredire ,e il rischio di un ritorno ai tempi bui
appare più probabile.
questo articolo è molto interessante ed ecco il mio commento.
l'articolo inizia con il racconto di un episodio di follia ,ormai non infrequente tra persone di cultura diversa,e considerarli fatti isolati sarebbe uno sbaglio grave,ma dobbiamo considerare che lo straniero,il diverso è sempre guardato con sospetto.io che vivo in emilia ricordo come i meridionali fossere guardati con una certa diffidenza agli inizi ,e dire che di cose in comune ve n'erano parecchie ,tra le quali la religioni comune. Inutile negarlo ,la religione è un elemento che divide e non unisce,almeno in questo periodo storico.Che fare allora,se non vogliamo che la nostra civiltà scompaia tra odi e reciproche incomprensioni,anche in considerazione di armi di distruzione di massa,e con gruppi terroristici e stati che non avrebbero remore nell'usarle?
la risposta la troviamo nella parte finale dell'articolo che richiama
alla libertà,libertà di parola e di opinione.Questo è l'antidoto alla violenza e all'odio ,come diceva il grande filosofo Baruk Spinosa
e che il filosofo Bertrand Russell chiamava libertà di pensiero.
Ma esse sembrano regredire ,e il rischio di un ritorno ai tempi bui
appare più probabile.
venerdì 8 gennaio 2010
Neda e Jan Palach
non finirò mai di consigliare questo blog,che parla di emancipazione femminile.emancipazione significa maggiori diritti per tutti uomini e donne,di questo abbiamo tanto bisogno,e non di grandi fratelli ,calcio telenovele e prediche di Repubblica. può sembrare un grande sacrificio,ma vedrete che i vantaggi di una visita... anche rapida non cesseranno di stupirvi.
se vi interessa il commento sull'articolo che riguarda l'iran lo trovate sia su questo blog sia sul mio
http://milleeunadonna.blogspot.com/
ecco il mio commento all'articolo del 7-1-2010
Non posso dire se il regime clerico fascista stalinista cadrà sotto il peso delle manifestazioni che da mesi si svolgono a Teheran,di certo esso è stato scosso e non poco dall'eroismo e dalla determinazione dei manifestanti nel chiedere libertà,democrazia e diritti. Molti forse saranno rimasti stupiti di fronte ai rischi che corrono gli iraniani nello sfidare un regime che usa metodi violentissimi nel reprimere il dissenso,ma la risposta è a portata di mani più di quanto non sembri e viene detta nell'articolo:la gente non ne può più. Non ne può più di un regime bigotto e oscurantista che fa impiccare la gente ad una gru,che dice alle donne come vestire e che manda giovani repressi e fanatici a controllarle,che opprime qualsiasi dissenso con la scusa che esso è contro la religione .La loro religione però. In questa lotta per i diritti fondamentali le donne sono in prima fila,come Neda uccisa da un vigliacco servo di questo regime.
Sono anni che le donne dicono basta ad essere considerate la metà degli uomini in quanto a diritti,e con il far vedere una ciocca di capelli hanno detto la loro sulla classe dirigente di questo grande paese. Piccoli gesti che con il tempo hanno minato la sicurezza del regimeil quale avrebbe reagito con ancor più violenza se l'opinione pubblica non fosse venuta a conoscenza della dura repressione che si stava svolgendo nelle strade. Quante Neda sono state vittima in altre parti del mondo,che noi non conosciamo,ma questa volta sappiamo,come conosciamo bene il sacrificio di Jan Palach, il cui martirio minò il regime nazifascista della Cecoslovacchia e i funerali del giovane furono seguiti da centinaia di migliaia di cittadini . Questa folla non era presente a quello di Neda,perchè il regime
di Khamenei lo ha impedito,ma noi abbiamo ugualmente partecipato non solo ai funerali di questa nostra sorella,ma a quelli di tutte le vittime della repressione in questi mesi in Iran. Questo dobbiamo fare ,impedire che il tempo cancelli gli eventi di questi mesi, i dimostranti hanno bisogno di solidarietà morale e politica,l'opinione pubblica deve fare pressione ai propri governanti perchè non girino le spalle come a volte succede,che il ricordo delle tanti e tante giovani non vada dimenticato. Forse ci vorrà del tempo,non sappiamo, ma anche il regime che ha
portato Jan Palach a compiere il suo disperato gesto è scomparso ,e di quel governo ormai si ricorda poco o nulla,solo che fu brutale e spietato nel soffocare l'urlo di libertà del popolo cecoslovacco,come succede ora in Iran.
Ma Neda Soltani e Jan Palach non saranno dimenticati ,come non potrà essere soffocata la voglia di libertà di un intero popolo.
Adelmo Castagnetti
se vi interessa il commento sull'articolo che riguarda l'iran lo trovate sia su questo blog sia sul mio
http://milleeunadonna.blogspot.com/
ecco il mio commento all'articolo del 7-1-2010
Non posso dire se il regime clerico fascista stalinista cadrà sotto il peso delle manifestazioni che da mesi si svolgono a Teheran,di certo esso è stato scosso e non poco dall'eroismo e dalla determinazione dei manifestanti nel chiedere libertà,democrazia e diritti. Molti forse saranno rimasti stupiti di fronte ai rischi che corrono gli iraniani nello sfidare un regime che usa metodi violentissimi nel reprimere il dissenso,ma la risposta è a portata di mani più di quanto non sembri e viene detta nell'articolo:la gente non ne può più. Non ne può più di un regime bigotto e oscurantista che fa impiccare la gente ad una gru,che dice alle donne come vestire e che manda giovani repressi e fanatici a controllarle,che opprime qualsiasi dissenso con la scusa che esso è contro la religione .La loro religione però. In questa lotta per i diritti fondamentali le donne sono in prima fila,come Neda uccisa da un vigliacco servo di questo regime.
Sono anni che le donne dicono basta ad essere considerate la metà degli uomini in quanto a diritti,e con il far vedere una ciocca di capelli hanno detto la loro sulla classe dirigente di questo grande paese. Piccoli gesti che con il tempo hanno minato la sicurezza del regimeil quale avrebbe reagito con ancor più violenza se l'opinione pubblica non fosse venuta a conoscenza della dura repressione che si stava svolgendo nelle strade. Quante Neda sono state vittima in altre parti del mondo,che noi non conosciamo,ma questa volta sappiamo,come conosciamo bene il sacrificio di Jan Palach, il cui martirio minò il regime nazifascista della Cecoslovacchia e i funerali del giovane furono seguiti da centinaia di migliaia di cittadini . Questa folla non era presente a quello di Neda,perchè il regime
di Khamenei lo ha impedito,ma noi abbiamo ugualmente partecipato non solo ai funerali di questa nostra sorella,ma a quelli di tutte le vittime della repressione in questi mesi in Iran. Questo dobbiamo fare ,impedire che il tempo cancelli gli eventi di questi mesi, i dimostranti hanno bisogno di solidarietà morale e politica,l'opinione pubblica deve fare pressione ai propri governanti perchè non girino le spalle come a volte succede,che il ricordo delle tanti e tante giovani non vada dimenticato. Forse ci vorrà del tempo,non sappiamo, ma anche il regime che ha
portato Jan Palach a compiere il suo disperato gesto è scomparso ,e di quel governo ormai si ricorda poco o nulla,solo che fu brutale e spietato nel soffocare l'urlo di libertà del popolo cecoslovacco,come succede ora in Iran.
Ma Neda Soltani e Jan Palach non saranno dimenticati ,come non potrà essere soffocata la voglia di libertà di un intero popolo.
Adelmo Castagnetti
martedì 29 dicembre 2009
iran e democrazia
ecco la mia risposta all'articolo di davide giacalone
http://www.libero-news.it/articles/view/603398
Gentile Dottore
vorrei commentare il suo bel articolo.
Sulla questione del presidente e ministro degli esteri
è inutile nominarli ormai,l'Europa non dico che sia morta,
perché per esserlo dovrebbe essere nata, dunque non vedo
la necessità di continuare a pretendere ,a sperare che essa
un giorno possa esistere;prendiamo realisticamente atto della
situazione e continuiamo a dire che oltre a non servire costa
molto. Mentre scrivo le autorità iraniane attaccano la Gran
Bretagna,che per quanto ne so si trova in Europa. Concordo
anche sul fatto che il regime è ormai al capolinea,ma temo che
sia ancora molto pericoloso,e l'evoluzione degli eventi non ci
autorizza a fare previsioni ,ma la possibilità di una evoluzione
“democratica” appare tra le possibilità. Questo paese non è abitato
da una marea sciita,è abitato dagli iraniani,i quali si battono
perché vengano riconosciuti i loro diritti,molti dei quali da noi
sono considerati normali. E si battono con un eroismo commovente,
spesso a mani nude,dove le donne sono in prima linea,con in testa i loro
veli che un regime medioevale ha loro imposto.
L'evoluzione di un popolo,le sue istituzioni,
non devono necessariamente sfociare in una “democrazia occidentale”
la quale può essere ancora il sistema di governo migliore ,ma non è
senza difetti. Anzi.
In questa lotta eroica ,che potrebbe portare ad una svolta non solo
nel medio oriente e ma in tutto il mondo,il silenzio di una certa
sinistra è francamente imbarazzante,irritante,capisco che gli USA
non siano coinvolti,ma per una volta potrebbero fare una eccezione,
per una volta,ma non sarà così,ormai li conosciamo. Ma nemmeno
il TG1 ha fatto una bella figura oggi,parlando della situazione iraniana
alle 13.45 e per un minuto. Che sia come ha detto lei per via dei
rapporti commerciali con questo paese?
Augurandole buon anno le porgo distinti saluti
Adelmo Castagnetti
http://www.libero-news.it/articles/view/603398
Gentile Dottore
vorrei commentare il suo bel articolo.
Sulla questione del presidente e ministro degli esteri
è inutile nominarli ormai,l'Europa non dico che sia morta,
perché per esserlo dovrebbe essere nata, dunque non vedo
la necessità di continuare a pretendere ,a sperare che essa
un giorno possa esistere;prendiamo realisticamente atto della
situazione e continuiamo a dire che oltre a non servire costa
molto. Mentre scrivo le autorità iraniane attaccano la Gran
Bretagna,che per quanto ne so si trova in Europa. Concordo
anche sul fatto che il regime è ormai al capolinea,ma temo che
sia ancora molto pericoloso,e l'evoluzione degli eventi non ci
autorizza a fare previsioni ,ma la possibilità di una evoluzione
“democratica” appare tra le possibilità. Questo paese non è abitato
da una marea sciita,è abitato dagli iraniani,i quali si battono
perché vengano riconosciuti i loro diritti,molti dei quali da noi
sono considerati normali. E si battono con un eroismo commovente,
spesso a mani nude,dove le donne sono in prima linea,con in testa i loro
veli che un regime medioevale ha loro imposto.
L'evoluzione di un popolo,le sue istituzioni,
non devono necessariamente sfociare in una “democrazia occidentale”
la quale può essere ancora il sistema di governo migliore ,ma non è
senza difetti. Anzi.
In questa lotta eroica ,che potrebbe portare ad una svolta non solo
nel medio oriente e ma in tutto il mondo,il silenzio di una certa
sinistra è francamente imbarazzante,irritante,capisco che gli USA
non siano coinvolti,ma per una volta potrebbero fare una eccezione,
per una volta,ma non sarà così,ormai li conosciamo. Ma nemmeno
il TG1 ha fatto una bella figura oggi,parlando della situazione iraniana
alle 13.45 e per un minuto. Che sia come ha detto lei per via dei
rapporti commerciali con questo paese?
Augurandole buon anno le porgo distinti saluti
Adelmo Castagnetti
mai nati,quindi non morti
un tale alquanto pericoloso ,che parla a nome di un regime clerico fascista stalinista,dice di voler dare un pugno ad un nazione europea,la GB,e subito arriva la fiera risposta del presidente e del ministro degli esteri europea,la UE,quell'organismo con 750 parlamentari ,ben pagati che producono 4 fogli di leggi al minuto,di nessuna utilità o pochica poca pochissima insomma zero.
Per fortuna che il nostro presidente e il ministro ,hanno egregiamente detto"..".nulla hanno detto,e cosa avrebbero potuto dire ,poveretti rappresentano una istituzione tanto costosa quanto inutile i cui nomi pochissimi sanno.e io orgoglioso sono tra questi,in quanto stufo di parlare di essa solo come istituzione ideale. o serve o non serve.e non vale la pena neanche usare il motore di ricerca per sapere chi è il nostro presidente
Per fortuna che il nostro presidente e il ministro ,hanno egregiamente detto"..".nulla hanno detto,e cosa avrebbero potuto dire ,poveretti rappresentano una istituzione tanto costosa quanto inutile i cui nomi pochissimi sanno.e io orgoglioso sono tra questi,in quanto stufo di parlare di essa solo come istituzione ideale. o serve o non serve.e non vale la pena neanche usare il motore di ricerca per sapere chi è il nostro presidente
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