Uno dei fatti più incresciosi capitati in Italia ,l'uccisione di Sanaa ,ragazza marocchina colpevole di amare un ragazzo italiano.il mio commento a un articolo
pubblicato dal blog mille e una donna.
http://milleeunadonna.blogspot.com/2010/01/pordenone-figlia-uccisa-dal-padre-la.html
ecco la mia risposta:
dire che viviamo in un momento in cui la comprensione tra culture diverse è difficile mi sembra assolutamente realistico,inutile nasconderlo.se c'è un blog che parla dei diritti delle donne,della loro emancipazione mi pare proprio questo,e maggiori diritti alle donne significa maggiori diritti per tutti,questo è molto importante. la signora che si marocchina ,parla di violenza anche alle donne italiane,e ha ragione nel denunciarle,ma le motivazioni che abbiamo sentite nei casi che stiamo trattando sono diverse.si parla di una faccenda culturale,e la religione fa parte della nostra cultura ,è bene non dimenticarlo,e giustificare la violenza l'oppressione l'uccisione di una figlia,in quanto non buana praticante di una religione è una cosa molto diversa.la violenza è simile ,ma la motivazione è ancora più grave,almeno a mio parere.riconosco che si tende a semplificare,ma un sistema per evitare questo è una ferma condanna della violenza sulle donne giustificata dalla religione,e sono certo che molte incomprensioni scomparirebbero.la religione è una cosa seria,non lasciamo a individui violenti,a padri padroni ,a estremisti la possibilità di usarla a loro uso e consumo.spero signora che lei esca dall'anonimato ,così da poterci conoscere meglio e poter dare un contributo a superare questo momento di difficoltà e incomprensione.
venerdì 29 gennaio 2010
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