venerdì 29 gennaio 2010

Uno dei fatti più incresciosi capitati in Italia ,l'uccisione di Sanaa ,ragazza marocchina colpevole di amare un ragazzo italiano.il mio commento a un articolo
pubblicato dal blog mille e una donna.

http://milleeunadonna.blogspot.com/2010/01/pordenone-figlia-uccisa-dal-padre-la.html
ecco la mia risposta:


dire che viviamo in un momento in cui la comprensione tra culture diverse è difficile mi sembra assolutamente realistico,inutile nasconderlo.se c'è un blog che parla dei diritti delle donne,della loro emancipazione mi pare proprio questo,e maggiori diritti alle donne significa maggiori diritti per tutti,questo è molto importante. la signora che si marocchina ,parla di violenza anche alle donne italiane,e ha ragione nel denunciarle,ma le motivazioni che abbiamo sentite nei casi che stiamo trattando sono diverse.si parla di una faccenda culturale,e la religione fa parte della nostra cultura ,è bene non dimenticarlo,e giustificare la violenza l'oppressione l'uccisione di una figlia,in quanto non buana praticante di una religione è una cosa molto diversa.la violenza è simile ,ma la motivazione è ancora più grave,almeno a mio parere.riconosco che si tende a semplificare,ma un sistema per evitare questo è una ferma condanna della violenza sulle donne giustificata dalla religione,e sono certo che molte incomprensioni scomparirebbero.la religione è una cosa seria,non lasciamo a individui violenti,a padri padroni ,a estremisti la possibilità di usarla a loro uso e consumo.spero signora che lei esca dall'anonimato ,così da poterci conoscere meglio e poter dare un contributo a superare questo momento di difficoltà e incomprensione.
http://milleeunadonna.blogspot.com/2010/01/i-martiri-della-liberta.html
questo articolo è molto interessante ed ecco il mio commento.

l'articolo inizia con il racconto di un episodio di follia ,ormai non infrequente tra persone di cultura diversa,e considerarli fatti isolati sarebbe uno sbaglio grave,ma dobbiamo considerare che lo straniero,il diverso è sempre guardato con sospetto.io che vivo in emilia ricordo come i meridionali fossere guardati con una certa diffidenza agli inizi ,e dire che di cose in comune ve n'erano parecchie ,tra le quali la religioni comune. Inutile negarlo ,la religione è un elemento che divide e non unisce,almeno in questo periodo storico.Che fare allora,se non vogliamo che la nostra civiltà scompaia tra odi e reciproche incomprensioni,anche in considerazione di armi di distruzione di massa,e con gruppi terroristici e stati che non avrebbero remore nell'usarle?
la risposta la troviamo nella parte finale dell'articolo che richiama
alla libertà,libertà di parola e di opinione.Questo è l'antidoto alla violenza e all'odio ,come diceva il grande filosofo Baruk Spinosa
e che il filosofo Bertrand Russell chiamava libertà di pensiero.
Ma esse sembrano regredire ,e il rischio di un ritorno ai tempi bui
appare più probabile.

venerdì 8 gennaio 2010

Neda e Jan Palach

non finirò mai di consigliare questo blog,che parla di emancipazione femminile.emancipazione significa maggiori diritti per tutti uomini e donne,di questo abbiamo tanto bisogno,e non di grandi fratelli ,calcio telenovele e prediche di Repubblica. può sembrare un grande sacrificio,ma vedrete che i vantaggi di una visita... anche rapida non cesseranno di stupirvi.
se vi interessa il commento sull'articolo che riguarda l'iran lo trovate sia su questo blog sia sul mio
http://milleeunadonna.blogspot.com/

ecco il mio commento all'articolo del 7-1-2010

Non posso dire se il regime clerico fascista stalinista cadrà sotto il peso delle manifestazioni che da mesi si svolgono a Teheran,di certo esso è stato scosso e non poco dall'eroismo e dalla determinazione dei manifestanti nel chiedere libertà,democrazia e diritti. Molti forse saranno rimasti stupiti di fronte ai rischi che corrono gli iraniani nello sfidare un regime che usa metodi violentissimi nel reprimere il dissenso,ma la risposta è a portata di mani più di quanto non sembri e viene detta nell'articolo:la gente non ne può più. Non ne può più di un regime bigotto e oscurantista che fa impiccare la gente ad una gru,che dice alle donne come vestire e che manda giovani repressi e fanatici a controllarle,che opprime qualsiasi dissenso con la scusa che esso è contro la religione .La loro religione però. In questa lotta per i diritti fondamentali le donne sono in prima fila,come Neda uccisa da un vigliacco servo di questo regime.
Sono anni che le donne dicono basta ad essere considerate la metà degli uomini in quanto a diritti,e con il far vedere una ciocca di capelli hanno detto la loro sulla classe dirigente di questo grande paese. Piccoli gesti che con il tempo hanno minato la sicurezza del regimeil quale avrebbe reagito con ancor più violenza se l'opinione pubblica non fosse venuta a conoscenza della dura repressione che si stava svolgendo nelle strade. Quante Neda sono state vittima in altre parti del mondo,che noi non conosciamo,ma questa volta sappiamo,come conosciamo bene il sacrificio di Jan Palach, il cui martirio minò il regime nazifascista della Cecoslovacchia e i funerali del giovane furono seguiti da centinaia di migliaia di cittadini . Questa folla non era presente a quello di Neda,perchè il regime
di Khamenei lo ha impedito,ma noi abbiamo ugualmente partecipato non solo ai funerali di questa nostra sorella,ma a quelli di tutte le vittime della repressione in questi mesi in Iran. Questo dobbiamo fare ,impedire che il tempo cancelli gli eventi di questi mesi, i dimostranti hanno bisogno di solidarietà morale e politica,l'opinione pubblica deve fare pressione ai propri governanti perchè non girino le spalle come a volte succede,che il ricordo delle tanti e tante giovani non vada dimenticato. Forse ci vorrà del tempo,non sappiamo, ma anche il regime che ha
portato Jan Palach a compiere il suo disperato gesto è scomparso ,e di quel governo ormai si ricorda poco o nulla,solo che fu brutale e spietato nel soffocare l'urlo di libertà del popolo cecoslovacco,come succede ora in Iran.
Ma Neda Soltani e Jan Palach non saranno dimenticati ,come non potrà essere soffocata la voglia di libertà di un intero popolo.
Adelmo Castagnetti