Confronto vivace
pubblico una discussione tra Roberto Renzetti,fisico ,autore di un blog meraviglioso,uomo colto
che scrive cose condivisibili o no,ma con grande passione
LA MONNEZZA VERDE
Era impossibile nel degrado generale che quelli che si chiamano verdi potessero dare uno spettacolo di civiltà che sperasse minimamente di parlare a qualcuno e di aggregare qualcun altro.I cosiddetti verdi, in realtà una congrega di ignoranti delle tematiche verdi che credono si possa guardare e difendere l'ambiente con slogan, hanno la gravissima responsabilità di avere ammazzato questa speranza per l'Italia.Anche loro a rincorrere i privilegi. TUTTI. Una vergogna verde, uno schifo monumentale. Ma voglio almeno accennare alla parabola ormai non solo discendente ma anche scesa a valori negativi delle ordinate.Ricordate il pecoraro ? (minuscolo e senza scanio) La sua scomparsa mostra da una parte la probabilità che Dio c'è e dall'altra il fatto che la vergogna è così gigantesca che il personaggio minuscolo ha pensato bene di sparire. E questo è solo l'ultimo caso di un satrapetto che andava alla conferenza di Nairobi sull'ambiente con un aereo di Stato invece che con un volo di linea. Non è sparito invece un tal Cento che sa di più di giallorosso che di verde, che organizzava il calcio tra parlamentari e faceva il sottosegretario alle finanze, lui che ancora non sa cosa sono le cartolarizzazioni. Le cose hanno storie lontane, addirittura riportabili alla nascita del movimento.Negli anni Settanta (a partire dal 1974) c'ero anch'io insieme a Mattioli Scalia con il portaborse Realacci(*), con Nicola Caracciolo, con Giorgio Nebbia, con Giorgio Cortellessa, con Fulvia Ceriani Sebregondi, con Matteotti nel Comitato per il controllo delle scelte energetiche. Facemmo tutti un grande lavoro e facemmo crescere il nucleo fondante a Roma di quello che alcuni, particolarmente Mattioli e Scalia, indirizzarono verso il partito verde. Quando la minaccia stava per diventare reale, scrissi un articolo per la rivista che riportava i lavori del Comitato, la prestigiosa "Quale Energia", diretta da Fulvia ma controllata da Mattioli e Scalia. L'articolo, "DIFESA DELL'AMBIENTE, VERDI E TERMODINAMICA" (http://www.fisicamente.net/SCI_FIL/index-29.htm), spiegava gli errori del voler pensare ad un verde che fosse interclassista, come molti allora sostenevano. Mattioli e Scalia lo censurarono e non fu pubblicato sulla nostra rivista che non aveva mai rifiutato un solo mio articolo. Partì così la sventura verde finita a botte ieri sera tra manipoli di politici orfani della casta.Poi il partito, che fece ben attenzione a tenermi lontano, decollò e si cercarono ambienti esterni per renderlo credibile. Arrivò così il Ripa di Meana a fare da portavoce (che ipocrisie!), un personaggio che non disdegna Alemanno, ed i salotti di Roma furono aperti.Poi una serie di cadute verticali con Ronchi che monetizzò l'ambiente inventandosi il pagare le buste di plastica piuttosto che l'eliminarle e che ora passa a giudizio per alcuni decreti che avrebbero rese innocue sulla carta alcune sostanze nocive (Ronchi e tutti gli altri leaders sono oggi nel PD con quelli che tifano per il nucleare). Può forse aiutare un pezzo di storia che non leggerete mai da nessuna parte. Lavoravo (gratis come conviene agli imbecilli come me) a Radio Città Futura ed avevo una trasmissione infinita chiamata "Scienza e Potere" che si occupava del degrado ambientale, della difesa dell'ambiente e dei profitti dei padroni sui saccheggi ambientali. Tutti i "politici" dell'epoca mi guardavano come se fossi una crocerossina, ritenendo che andava pure bene quello che facevo ma loro che erano i duri e puri della politica avevano il primato. Poi pian piano vi fu il cambiamento. I leaders falliti di Lotta Continua, Avanguardia Operaia ed altri gruppuscoli diventarono improvvisamente verdi pur non capendo un tubo delle questioni di base. Una sorta di atto di fede che li riciclava e li riportava alla ribalta. Fu così che esimi ignoranti andarono a dirigere i movimenti verdi. Naturalmente erano esclusi in pochi in questo giudizio e tra essi Mattioli e Scalia, per questo responsabili più di altri per non aver subito denunciato l'assalto alla diligenza.Tra le anime nere dei verdi, una vera calamità sempre a sostegno di Berlusconi, era e resta Marco Boato, il lottatore continuo che si batté come un leone per far passare all'epoca di D'Alema, premier e dominus oltrteché disastro numero uno d'Italia, il giusto processo che voleva fortemente Berlusconi. Poi lo stupido populismo che aveva portato il Ripa di Meana al vertice seguì con altre gravissime conseguenze. Per votare ai congressi non serviva che esserci e fu così che il potere passò al furbastro napoletano pecoraro. In quel di Chianciano Terme egli arrivò con schiere di autobus da Napoli e fu eletto capo verde. I dioscuri (Mattioli e Scalia) fecero gli offesi e se ne andarono lasciando tutti in mutande (meno loro medesimi). E fu così che i verdi subirono la sorte di ogni partito oggi esistente: ai numeri uno che qualche competenza nel bene e nel male l'avevano, seguirono incompetenti solo nel male. Una mente come Bonelli emerse ed ogni giorno ci faceva indignare in TV.Ed oggi, mentre in Europa i verdi crescono con percentuali a due zeri ed in Italia sono allo 00 (leggi: water), si fa un congresso a Fiuggi con elevate menti a contendersi uno 0 per uno. Una corrente sostenuta da Grazia Francescato (una WWF al servizio dell'erede al trono britannico) che vorrebbe essere di sinistra stando con Vendola, che più opportunista non si può (tanto lo scaricano lo stesso!), e con i socialisti (cribbio, come le blatte); e l'altra da Marco Boato (sì, proprio quell'inutile rumore) che vuole l'autonomia dei verdi per entrare subito dopo nel PD. I candidati alla segreteria sono altri: per Francescato vi è Loredana de Petris (ex Avanguardia Operaia), per Boato vi è Bonelli (ex niente).Doveva vincere De Petris, poi ha vinto Bonelli. Boato ha chiamato a sostegno il Pannella che, visti i fischi, se n'è andato. Intanto botte ed urla. Un movimento verde e pacifista che fa veramente schifo non tanto per quello che è ma per l'illusione che ha tolto a molti italiani.Tragicamente quel mio articolo di secoli fa era premonitore di questi indegni eventi.Sic transeat gloria mundi. Amen.Roberto Renzetti (*)
Realacci, detto il caciottaro di Sora che dovrebbe occuparsi di ambiente per il PD, è balzato alle cronache per due cose. Per aver definito uno splendido comune delle Marche, Monterubbiano, come uno sputo sulla carta geografica e per aver presentato recentissimamente insieme all'onorevole Gabriella Carlucci (la nota fisica delle particelle) una legge per costituire in Italia l'ordine dei subacquei. Quando si dice bipartizan ed inutile ....
la mia risposta
Re: I VERDI INQUINANO L'AMBIENTE
caro Renzo ,questo articolo è il massimo. Ho il tuo permesso morale di pubblicarlo sul mio blog e su facebook? Certo che tu come tutti i comunisti non ne hai azzeccata una in vita tua,anche se ti riconosco una notevole capacità critica. Dopo 20 o 30 anni naturalmente, come è tipico di questa parte politica. Una persona istruita sa che certe idee sono sbagliate ,e non dice come si diceva dalle nostre parte che i comunisti fanno le cose giuste e in Russia si sta bene(sono emiliano). E la cosa è ancor più grave se a credere in certe idee è un fisico e un matematico,e la cosa mi inquieta a pensare che il grande Russell era un matematico. Egli capì nel 1920 che il comunismo era una nuova religione,peggiore di quelle tradizionali,e lo disse in un libro,in quanto lo studiare deve aprire la mente ,scoprire gli inganni ed educare la gente. Tornando ai verdi,nel momento di massima influenza sulla società,in provincia di Reggio Emilia hanno fabbricato dappertutto ,non trovi più un campo ,solo case e palazzine. Ma la diga di Vetto,quella no ,distrugge l'ambiente. E a furia di guardare in aria se il buco dell'ozono era in aumento ,hanno rubato ovunque e devastato la terra del grana ;dunque una forza politica non solo inutile,ma anche dannosa. Termino qui ,sperando che tu smetta almeno di frequentare le cattive compagnie,e che gli errori del passato ti abbiano insegnato qual cosa. Con affetto Adelmo Castagnetti
la risposta di Roberto
Pubblichi pure ciò che crede meglio. Anzi ringrazio per l'attenzione.Io ho poco da dire. Solo qualche dato personale.Dal 1960 al 1968 (dai miei 16 ai 24 anni) fui iscritto al PCI in una sezione di un paesino di provincia. Unico iscritto giovane e perciò segretario della FGCI di me stesso.Da quel momento sono restato un militante di sinistra senza aderire più a nulla. Ho lavorato in prima persona dovunque vi fosse un movimento (e non partito, che ho sempre aborrito).Mi sono impegnato proprio perché fisico all'inizio del movimento verde, come racconto. Poi, nel 1980 sono andato a lavorare all'estero dove sono restato fino al 2001. Quest'ultima circostanza mi ha impedito una partecipazione attiva in anni fondamentali per me e per l'Italia.Avendo fatte queste esperienze, forse, alla prossima vita,. saèprò fare meglio. Saluti Roberto (e non Renzo)
sabato 17 ottobre 2009
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