sacrificii e tasse
nessuno paga volentieri le tasse, al di là dei luoghi comuni,ma due sono particolarmente antipatiche,o almeno a me sembrano. mi riferisco all'ici e al canone rai. tassare la prima casa dopo i sacrifici fatti per costruirla ,le rinunce , le lavorate a fianco dei muratori ,i sabati e le domeniche passati tra le mure in via di costruzione ,i pensieri sul come affrontare i lavori e come pagare questi,e al termine dell'avventura lo stato ti tassa? spesso la casa è il frutto del lavoro di generazioni,è un desiderio di una famiglia,la possibilità di riscatto sociale,una soddisfazione che ti fa sentire importante ,realizzato. E devo pagare una tassa per questo,e mi dicono che essa serve per mantenere lo stato sociale? belle parole ,ma esse hanno stufato,hanno irritato e sanno di presa in giro. diciamolo,servono a pagare gli stipendi degli amministratori,nemmeno troppo modesti,le loro auto blu e i loro privilegi. a volte mi sentivo spiato ,spiato da chi non vedeva l'ora che la famiglia finisse i lavori per potere mandare solerti funzionari a misurare la superficie della casa e procedere con le varie tasse. Siamo forse persone da spennare economicamente,da caricare di ogni balzello per potere mantenere una classe di privilegiati,che costa molto ,ma rende poco. E passiamo alla tassa rai,che noi paghiamo per avere che cosa?informazione forse ,veline molte,volgarità in continuazione spesso. ma essa è anche la sola compagnia per molti,penso agli anziani,alle persone che si sentono sole ,e a queste facciamo pagare una tassa? non sarebbe meglio che pagassimo meno quelli che lavorano alla rai ? e anche gli amministratori? e anche i manager? ah ,ma lì si tratta della libertà di stampa,della democrazia ,di bravi amministratori,essi meritano i lauti compensi .quelli che invece guadagnano sui mille euro? quando va bene. ma questa è un'altra storia.
domenica 11 ottobre 2009
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